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  • La scuola che frutta!

    5 Agosto, 2010 | Scritto da Giorgio 6P

    Il nostro libro venturo “Me la mangio io la mela: il giovedì” sarà tutt’altro che il solito libro di cucina: non solo perché raccoglie i ricordi d’infanzia di sei super chef italiani, non solo perché parla di educazione alimentare, e neppure perché è illustrato da disegni di promettenti bambini.

    Parlando con Silvia, una delle maestre che ha seguito il progetto, emerge come questo libro sia una tappa importante di un progetto fondamentale, volto all’insegnare ai bambini a prendersi cura di sé attraverso l’alimentazione. “Purtroppo abbiamo notato come ci sia un vuoto generazionale nella cura dell’educazione alimentare nelle famiglie. Spesso i nonni dei bambini erano contadini o avevano rapporti diretti con la natura, mentre la generazione di genitori quarantenni ha vissuto un distacco da tutto ciò. Questo si ripercuote sui bambini, a cui in casa non viene spiegato il valore di un’alimentazione sana”.

    Il progetto iniziato nella scuola Italo Calvino di Fossano, può essere un esempio, un punto di partenza, un occasione per portare l’educazione al cibo sano in altre scuole. Spesso le maestre non sanno come approcciare l’argomento senza interferire troppo con la vita familiare degli alunni, ma la scuola fossanese è riuscita a portare la frutta a scuola, distribuendola una volta a settimana (eh già: il giovedì!). Iniziando con l’appoggio di Eataly e del Ministero delle politiche agricole la scuola ha potuto prendere per mano i bambini, andando alla scoperta del gusto, dei colori e delle consistenze di mele, fragole e altre ghiottonerie tutte al naturale.

    “Il passo verso la creazione di un libro di ricette è stato naturale, specialmente all’interno della classe d’italiano” ci spiega la maestra. “Le ricette non sono state preparate a scuola, ma ogni alunno ha lavorato sulle ricette a casa, con la famiglia. Essendo un progetto sulla frutta, l’unica richiesta era che la ricetta avesse per ingrediente almeno un frutto”. Il risultato a noi é piaciuto molto: chapati alla crema di arachidi, linguine con arancia, acciughe e menta, polpette all’uvetta…mmm…buone! Ma soprattutto ci é piaciuto il modo di portare l’educazione alimentare anche in casa degli alunni, piantando un seme che, speriamo, dia buon frutto!

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    Sapore d’infanzia

    2 Agosto, 2010 | Scritto da Giulia

    Me la mangio io la mela: il giovedì” è un libro che parla di bambini, di scuola, di educazione alimentare…ma non solo. Il cibo, la sua preparazione sono un arte e per i più piccoli il rito del mangiare prende valore nella cucina di casa, attraverso i manicaretti preparati dalla mamma che legheranno per sempre certi sapori e odori al ricordo dell’infanzia e di casa. E anche i grandi chef sono stati bambini, spesso avvicinandosi alla loro passione proprio nelle cucine di casa. Nelle settimane a venire cercheremo dunque di indagare un po’ nell’infanzia dei cuochi che partecipano al progetto: Roberto Campogrande e Gilberto de Maria, Flavio Ghigo, Pino Cuttaia, Gian Piero Vivalda, Annalisa Brizio e Corrado Assenza.

    Pino Cuttaia ci racconta, ad esempio, di come la banana sia stato il frutto della sua infanzia, quello che lo ha reso indipendente all’ora della merenda. Senza bisogno del temuto coltello, il giovane Pino trasformava lo spuntino in gioco, forse presagendo un futuro in cui il cibo non sarebbe mai stato soltanto tale. Schiacciando la banana “come fosse un risotto” e spolverandola di zucchero, mangiava lentamente questo piatto prelibato nell’invana speranza che quel momento non finisse mai.

    Memore di quei momenti spontanei di gioco con la frutta, Pino ripropone la stessa esperienza ai suoi tre figli. Giocando sul colore, la consistenza e dolcezza dei frutti  la merenda e il dessert divantano naturali e piacevoli momenti: istantanee che saranno per sempre legate al ricordo dell’infanzia.

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    A tempo di frutta

    20 Luglio, 2010 | Scritto da Giulia

    In India la  tradizione ayudrvedica mantiene la salute corporea tramite una dieta che bilancia i tre elementi primari del corpo (pitta, vata e kapha) e che, eliminando derivati animali, punta su frutta e verdura oltre che legumi e cereali.

    In Inghilterra, invece, si corre ai ripari dopo anni di terrorismo alimentare e diffusione di malattie derivanti da alimentazione sbagliata ed eccessiva. La politica dei “5 a day”   prevede il consumo giornaliero di cinque porzioni di frutta e verdura ed e’ stata sponsorizzata in larga misura da enti governative e associazioni di consumatori. Purtroppo, come in molte iniziative nel Regno Unito, il business e il libero mercato l’hanno avuta vinta così che i “5 a day” sono diventati un’operazione commerciale su cui molte imprese hanno giocato. Che il risultato sia stato un significativo incremento di frutta e verdura e’ ancora diversificare, così come e’ incerta l’utilità dello spingere al consumo di frutta se in parallelo si abusa di prodotti eccessivamente conditi e fritti.

    In Italia, si dice, questo problema non si senta grazie alla tradizione culinaria antica  e legata a prodotti naturali e locali. Purtroppo, pero, nelle grandi città così come nei paesi la vita frenetica e l’incertezza economica spingono molte famiglie a risparmiare sulla qualità dei prodotti e ad affidarsi a merendine e cibo confezionato. Inoltre, non sempre la tradizione e’ di aiuto alla salute, soprattutto perché si riferisce a stili di vita diversi dai nostri. Risultato? Secondo un’indagine ISTAT ferma al 2000, circa il 20% dei bambini ed adolescenti italiani e’ in sovrappeso e il 4% e’ obeso, mentre in Inghilterra i ragazzini in sovrappeso raggiungono in media il 29%.

    Dati allarmanti, sia per la salute che per l’elemento di connessione con la terra che viene a mancare nel momento in cui l’alimentazione diventa un processo portato avanti da multinazionali che standardizzano gusti, prodotti e sapori. Allarmante per la società in generale, ma ancora di più per i bambini. Questo argomento e’ pertanto molto caro a Cibele, che lanciando il libro “Me la mangio io la Mela, il Giovedi “, vuole anche aderire ad una campagna per la promozione dell’uso della frutta nelle merende, colazioni e pranzi dei più piccoli.

    Per quanto le merendine siano una soluzione facile e veloce, macedonie, marmellate e confetture faranno riscoprire ai genitori sapori antichi, riproponendoli alle nuove generazioni e aiutandoli a crescere in modo sano. Troppo poco tempo a disposizione per mettersi ai fornelli? Ecco, ci aspettavamo una risposta simile, ma siamo pronti a dimostrarvi, cari genitori, che la frutta non richiede lunghi tempi di preparazione perché é buona così, naturale.

    Per aiutarvi nel vostro viaggio di riscoperta della frutta abbiamo scelto delle guide con i fiocchi: una variegata partita di importanti cuochi italiani ci insegnerà tutti i possibili impieghi della frutta, mentre una classe di bambini dalle promettenti qualità culinarie mostrerà i risultati di un percorso fatto assieme alle maestre e alle famiglie. Inoltre, last but not least, abbiamo il piacere di comunicare che si  aggiungerà al nostro team anche la nutrizionista Paola Reverso.

    Certo i consigli non sono mai abbastanza, per cui aspettiamo i vostri commenti sull’uso della frutta in cucina, soprattutto in piatti rivolti ai bambini, così come siamo curiosi di sapere se qualcuno ha a che fare con progetti di educazione alimentare. (Non quelli noiosi eh, ma quelli dove frutta e verdura si mangiano, toccano, palpano, schiacciano!)

    Categoria Me la mangio io la mela, il giovedì, Progetti in corso | Nessun Commento »

    LA VIA DELLA PIADA

    16 Luglio, 2010 | Scritto da Giulia

    -”E’ arrivata la email?”

    - “…rispondi tu, poi me la giri!”

    -”Si, si, ma che fatica sta Piada! oggi si muore dal caldo davanti al monitor… che poi tutti se la mangiano in vacanza, con le pancia al sole, mentre passeggiano sul lungomare, con amici e i nuovi amori, e noi qui a sudare.”

    - “Nuovi amori!!!? Non so, ma di sicuro sembra che non tiri aria di vacanze qui in ufficio, con il buio della stanza dei computer e questo sgocciolamento di sudore sulla tua pelata! Comunque dai, va che belli sti posti”

    ” ohh si…Rimini, Riccione, che credi? Mica la gente ci va in vacanza a caso lì.”

    “Si ok, ma hai corretto la virgola qui, lo spazio là…e poi sta foto mi piace, ma meglio se la mettiamo dopo…dai va avanti che il cliente viene il 23…”

    “..ehh la copertina? Che dice Francesca?”

    “…insomma non è convinta, ma a Giorgio e Michele piace quella foto con la lingua fuori….”

    “Aspetta, aspetta per la copertina, pazienza. Ora vediamo se funzionano le foto di sto stordito di Davide con il testo di Michele…”

    Certo pensare che in questo periodo la piadina ce la si gode in Romagna, sfidando la prova costume con la sua fragranza e i ripieni gustosi, un po’ di invidia viene…ma in realtà lavorare su un libro é un piacere fine e particolare. L’idea di creare un prodotto che verra scelto per essere portato nell’intimità di una casa, sfogliato, accarezzato, stropicciato appaga il creativo, lo scrittore, il designer, il fotografo quasi quanto la meritata vacanza del lavoratore. Il prodotto finito, l’opera. E del resto con i testi del romagnolo Michele Marziani e le fotografie di Davide Dutto sembra davvero di viaggiare in quella Romagna lontana da discoteche e resse da ferragosto. Dal mare alla collina, passando per le fertili pianure, la piadina viene respirata prima di diventare gusto, nutrimento…piada…impastata dalle sapienti mani delle donne di Frescopiada.

    Mentre  Giorgio propone grafiche, copertine, titoli e imbastisce l’impaginazione, il gruppo di lavoro s’incontra  e si scontra in una discussione creativa tra grafico, fotografo, redattore… poi si sceglie la carta, le foto, il bn/colore…la quadricromia, i valori luce dell’immagine da ritoccare, la stampa tipografica con l’aggiunta del nero… (ovvero tutto quel lavoro enorme di preparazione per la tiratura del libro, al quale mai nessuno pensa). Bello alla fine, sentire il profumo dell’inchiostro sulla carta patinata opaca da 170 gr., bella liscia, morbida e compatta. Ancor di più ora, dopo che sai tutto quello che ci vuole prima che tu possa sederti comodamente sulla morbida poltrona e sfogliare le pagine di questo volume. Non resta poi che cucinarsi una piada, per mantenere alta l’ispirazione. Prosciutto,lardo, pomodoro e mozzarella…quale sia la vostra preferita! Preparate allora la tavola, li libro sta per essere servito.

    Categoria Il Libro della Piadina, Progetti in corso | Nessun Commento »

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