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Sapori reclusi: il pranzo dentro
4 Marzo, 2010 | Scritto da Giorgio 6P
Nella lunga lista di invitati che la guardia scorre con il dito c’è anche il mio nome. Sono qui in attesa di varcare la soglia perché sulla lista, accanto al mio nome, c’è scritto Cibele Edizioni. Radunato il gruppo di giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, si raggiunge il salone dove un lungo tavolo è già pronto per il buffet. In fondo, vicino alla zona cottura, Davide sta parlando con i ragazzi del workshop foto-gastronomico. Accanto a lui ci sono Ugo e Flavio nelle loro divise di chef. Poco più in là le divise sono blu… Conosco Davide da quando eravamo ragazzi e nei suoi movimenti riconosco l’insieme di passione e ansia che lo rende esplosivo quando si tuffa in un’avventura. Il pranzo di oggi è la fine di quattro mesi di fotografie e ricette fatte tra ragazzi che non si conoscevano e che insieme si sono divertiti, ma deve anche essere l’inizio di un progetto che esce da queste finestre per diventare un libro, un film, una mostra. Davide ci crede e ci lavora. Cibele ci crede e lavora insieme a Davide.
Sui lunghi muri del salone le foto sono attaccate con il nastro adesivo, come le immagini dei santi e delle donne nude nelle celle dei film. Prima di iniziare il pranzo, tutti intorno alla sala ad ascoltare chi ha voluto che fotografia e cibo servissero ad alleggerire qualche ora dentro, a far incontrare le persone: la direzione del Don Soria, gli assessori della regione e della provincia. Chi ama davvero il cibo e la cucina forse è più emozionato perché sta per gustare un piatto preparato da un guru come Ugo Alciati. Il vero colpo di genio di Davide è l’aver avvicinato le stelle michelin ai fornelli delle celle. Tutti insieme ci deliziamo con la focaccia “nostra”, l’insalata russa veja manera, la salsiccia cruda di vitella, la giardiniera agrodolce, il risotto al fondo bruno, il tirà di Costigliole. In questa squadra di cucina chi ci avrà guadagnato di più, Palluda, Ghigo, Ribaldone, Reina, Gilberto Demaria, Roberto Campogrande o i ragazzi del carcere di Alessandria?
Milena Boccadoro del TG3 saluta e se ne va insieme al suo cameramen. Alle due tutto è finito. Davide e Stefania staccano le foto dai muri. Domani le foto di Sapori reclusi vanno a Torino, al Museo del Design in via Pietro Micca. Lì domenica 7 si inaugura la mostra Secluded Talens. Esco anch’io ed è istintivo pensare che in questo luogo la parola uscire ha un sapore diverso. Fuori è sempre il mondo di tutti i giorni.
Giorgio
Categoria: Progetti in corso, Sapori reclusi |




4 Marzo, 2010 at 16:16
deve essere stata una bellissima esperienza Giorgio. Davide riesce a scrivere con le sue immagini storie meravigliose e fantastiche.
Visiterò con molto piacere la mostra
2 Settembre, 2010 at 18:27
[...] gang di chef che abbiamo messo dietro le sbarre per insegnare a cucinare ai detenuti del carcere Don Soria di [...]